Febbraio 2026 – Editoriale

L’editoriale

Care lettrici, cari lettori. L’anno nuovo dovrebbe portare tante belle cose. Purtroppo, non è stato così e la tragedia di Crans-Montana ce lo ricorda ancora e ce lo ricorderà per anni. Ma dalla finestra del mio studio lo sguardo spazia sulle pendici e i boschi del Bigorio (Capriasca), sulla natura che si sta lentamente risvegliando, animandosi dopo il torpore invernale: uccellini e scoiattoli passano, saltano da un ramo all’altro con rinnovato vigore. Vedo insomma l’anno nuovo che nasce e potrebbe portare anche cose belle. Anche Terra ticinese apre questo 2026 con qualche piccola novità. Innanzitutto, se restiamo in ambito naturalistico, accogliamo Zita Sartori, agronoma ETH ed eccellente disegnatrice che ci accompagnerà con una scrittura agile e fresca proprio attraverso i nostri boschi alla scoperta e alla comprensione della natura che ci circonda. È un invito a camminare con sottobraccio i disegni di Zita Sartori che ci permettono di distinguere, durante la stagione fredda con gli alberi spogli, un larice da una betulla o un pioppo da un carpine. Provare per credere. Altra novità: con il nuovo anno ci permettiamo, per così dire, di uscire dai nostri confini linguistici per andare a scoprire sei piccoli borghi in altrettanti cantoni. Mete magari poco conosciute, lontane dalle grandi arterie stradali e ferroviarie, ma che meritano una visita perché conservano ancora intatta la loro identità, come ad esempio Rougemont, nel Canton Vaud. Le fotografie sono un po’ l’anima della nostra e vostra rivista. Una delle rubriche più apprezzate è “L’angolo visivo” che dà spazio alla passione e all’abilità di molti fotografi dilettanti. E quest’anno abbiamo voluto intensificare la collaborazione con i tre principali club di fotoamatori della Svizzera Italiana, che daranno la possibilità ai loro soci di pubblicare una foto sulle pagine di Terra ticinese. Con l’arrivo della primavera sbocciano anche numerose attività culturali e museali. A Chiasso c’è fervore attorno al tema della Bellezza, fil rouge di diverse mostre ed esposizioni che caratterizzeranno questi primi mesi. I dettagli nella rubrica “Atelier”; mentre a chi ama fare due passi nella storia, suggeriamo una visita al Forte Olimpio, una struttura militare costruita più di 100 anni fa e ora trasformata in un museo che si potrà visitare a partire dal 6 aprile. E tra le mille curiosità storiche che Terra ticinese vi propone regolarmente, vi segnalo infine l’ingegnosità di alcuni automobilisti ticinesi che durante la Seconda guerra mondiale, per sopperire alla carenza di carburante, modificarono le loro vetture sostituendo la benzina con la carbonella! Buona lettura!

Riccardo Tettamanti
Direttore editoriale