I protagonisti della nostra terra

Ticino Musica

Ogni storia nasce da un desiderio. Questa prende spunto da un sogno altruista. Quello del padre di Gabor Meszaros, fagottista, che aveva sempre avuto un occhio particolare per i giovani, perché pensava che ogni talento emergente, senza un aiuto, fosse una possibilità sprecata. Nasce ad Assisi questa storia, dove Janos Meszaros fonda quello che un tempo si chiamava Festival Musica Pro: un mese di corsi rivolti a giovani studenti di musica tenuti da professionisti e musicisti di fama internazionale. Poi, le circostanze cambiano, il Festival si sposta a Riva del Garda. Con il passaggio a un nuovo direttore artistico, il Festival approda infine nella Svizzera italiana, a Lugano. Correva l’anno 1996 e oggi Ticino Musica ha fatto parecchia strada.

Dal padre al figlio

Il figlio di Janos Meszaros, Gabor, cresce in questa atmosfera, si forma, impara la musica e l’italiano, portandosi l’esperienza accumulata durante l’estate a Winterthur, dove la famiglia viveva. “Son cresciuto dentro questo Festival – spiega oggi. “Mio padre è stato mio professore universitario, ho fatto tre diplomi con lui e ho vissuto la preparazione di ogni edizione di Ticino Musica”. Nel 2009 il padre muore e la direzione artistica passa a lui. “La sera prima che ci lasciasse c’è stata una riunione della Fondazione e lui ha chiesto, con mia grande sorpresa, che diventassi io il direttore artistico del Festival, proponendosi come assistente. Ma io lo sapevo e l’avevo detto spesso anche a mia moglie: quando mio padre lascerà il Festival, morirà”. E così è stato.

Uno fra i primi Festival di musica in Europa

All’inizio, quando è nato, il Festival rappresentava una novità assoluta in Europa, anche perché le rassegne esistenti si contavano sulle dita di una mano e avevano luogo nelle grandi capitali. Il Festival di Assisi era una realtà rara; non si trovava spesso nel Vecchio Continente una tale concentrazione di nomi così prestigiosi e importanti. “In pochi anni in tutto il mondo si è saputo che ad Assisi prima, poi a Riva del Garda e infine in Ticino si riunivano i più accreditati docenti del mondo allo scopo di dare un impulso ai giovani, di insegnare loro il mestiere”. Ticino Musica coinvolge non solo i migliori insegnanti, ma anche numerosi studenti, che partecipano alle masterclass: il potenziale artistico è davvero enorme ed è stato quindi spontaneo abbinare ai corsi anche una serie di concerti per mostrare subito al pubblico il frutto del proprio lavoro. “Ancora oggi esistono i concerti chiamati Giovani maestri si presentano – sottolinea Gabor Meszaros. “La nostra filosofia è che nessun lavoro è completo se non cerca un confronto con il pubblico”. Se gli si chiede quale sia stata la sua più grande soddisfazione, risponde senza esitare: aver portato avanti ciò che suo padre aveva iniziato. “Quando è venuto a mancare, attraversavamo una grande crisi: siamo partiti da venti corsi all’anno, ne erano rimasti solo nove. Ciò significava disdire tutte le masterclass che non contavano allievi a sufficienza e non sostituirle con altri laboratori. Quel Festival, organizzato ancora da mio padre che fino ad aprile era ancora in vita, fu un po’ misero. Oggi nel 21.esimo riusciamo di nuovo a proporre venti corsi, con cinquanta concerti in tutto il Ticino. Non solo: l’Opera studio, che era stata messa da parte, è rinata, e qualche anno fa abbiamo ripreso nuovamente un altro tassello importante, vale a dire il Laboratorio di musica contemporanea. Tutto questo mi riempie di gioia e soddisfazione”.

L’Opera studio

Una delle chicche del Festival, accanto alle masterclass degli strumenti più svariati, è l’Opera Studio internazionale Silvio Varvisio, un progetto ambiziosissimo e di altissimo livello, che aveva trovato spazio già in passato, ma poi era stato accantonato per una questione di costi. Ma Gabor Meszaros aveva un sogno, voleva rimetterla in piedi, credendo fortemente che un’occasione del genere per chi coltiva la lirica sia più unica che rara. Sotto la direzione musicale di Umberto Finazzi, docente di spartito e maestro preparatore all’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala, titolare del corso di Prassi esecutiva e repertorio teatrale per pianisti al Conservatorio G. Verdi di Milano e docente di masterclasses sull’opera italiana per cantanti lirici e maestri collaboratori in Italia e nel mondo, i giovani cantanti mettono in scena i classici dell’opera: l’anno scorso è stata la volta dell’Elisir d’amore di Donizetti, quest’anno, invece, si mette in scena Così fan tutte di Mozart. Alle cinque rappresentazioni previste in Ticino (una sarà nella hall del LAC) dove si tengono anche la preparazione e le prove, vengono invitate agenzie di cantanti e specialisti di opera, per far conoscere le nuove voci. “Abbiamo anche pensato di far uscire l’Opera studio, che ovviamente richiede uno sforzo e un investimento notevoli, anche al di fuori dei confini ticinesi – sottolinea Gabor Meszaros. “Abbiamo già avviato, a questo proposito, dei contatti con altri Festival, ma la cosa per ora non è andata in porto per motivi finanziari, non certo perché manchino le potenzialità”.

Ben più che un normale Festival

“Ticino Musica è ben più di un normale Festival: è un atto d’amore per la musica”. Ha ragione Lorenzo Micheli, docente di chitarra al Conservatorio della Svizzera italiana, uno dei chitarristi più attivi al mondo, sia in campo didattico che concertistico. “Nelle aule in cui si tengono i corsi e nelle sale in cui si svolgono i concerti – continua – si percepiscono un entusiasmo e un clima di febbrile passione che non credo di aver mai trovato altrove. C’è, credo, una gioia palpabile di “fare musica” che va ben oltre l’atmosfera a volte un po’ austera e asettica che è tipica delle accademie”. Ticino Musica è una festa, è vero, una festa che offre attività, seminari e concerti di altissimo livello. Un’occasione davvero irripetibile per i giovani musicisti dai 16 ai 35 anni, che hanno modo di essere seguiti da esperti, di mettere a frutto il loro talento e mostrarlo – basi, queste, che possono davvero lanciare la loro carriera. “Tanti ragazzi e ragazze delle volte non si rendono nemmeno conto dell’occasione d’oro che stanno avendo – spiega Gabor Meszaros, sorridendo. “Sono ancora molto giovani, fra i 18 e i 30 anni, quasi inconsapevoli. Faccio un esempio: due anni fa ho messo insieme un quintetto con la flautista australiana, l’oboista spagnolo, la clarinettista italiana, il cornista tedesco, il fagottista svizzero. Ognuno viene da un Paese diverso. Fanno il concerto insieme, si scambiano l’indirizzo mail e vanno a casa. Non sanno che forse fra dieci anni si rincontreranno, perché magari l’oboista avrà bisogno di un flaustista in gamba e si ricorderà della ragazza australiana”. Si tratta di contatti internazionali incredibili, visto che gli studenti vengono da 35 Paesi diversi: un tesoro il cui valore verrà capito e apprezzato fino in fondo nel corso degli anni. “Gli studenti a Ticino Musica si conoscono non solo attraverso il linguaggio della musica, che è universale – continua il direttore artistico di Ticino Musica – ma anche a livello umano. Tanti tornano al Festival con la voglia di incontrarsi”.

 

Info: Dal 16 al 29 luglio. Per info: www.ticinomusica.com. Contattaci pure all’indirizzo email ticinomusica@bluewin.ch o chiamaci al numero +41 (0)91 980 09 72