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Il SAB approva la Strategia energetica 2050

Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna raccomanda di mettere un « Sì » nelle urne, in occasione della votazione del prossimo 21 maggio. Per il SAB, è importante che questo progetto preveda delle soluzioni a corto termine a favore dell’energia idraulica indigena e che la priorità sia data all’approvvigionamento energetico, nell’ambito dell’insediamento delle infrastrutture. A più lungo termine, bisogna sviluppare un nuovo modello economico per l’energia idraulica.

Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) sostiene la revisione della legge sull’energia e raccomanda, il 21 maggio 2017, di accettare questo progetto. Sin dall’inizio, il SAB si è pronunciato a favore dell’uscita dal nucleare. Questa decisione implica di rinunciare al 40% della produzione elettrica. Bisogna quindi sviluppare le energie rinnovabili indigene, migliorando nello stesso tempo l’efficienza energetica. La legge sull’energia va esattamente in questa direzione.

Rafforzare innanzitutto l’energia idraulica
Attualmente, l’energia idraulica permette di fornire il 56% dell’elettricità prodotta in Svizzera. Tuttavia, questa energia rinnovabile deve confrontarsi con una situazione difficile. Il sostegno accordato dalla Germania alle energie rinnovabili (solare, eolica), oltre alle centrali a carbone, ha portato a un crollo dei prezzi sul mercato. Nell’ambito della transizione energetica, è necessario trovare una soluzione per l’energia idraulica. La legge sull’energia prevede l’introduzione di misure temporanee, come un premio di mercato e dei contributi agli investimenti, a favore delle grandi infrastrutture idrauliche. Queste disposizioni vanno nella buona direzione, perché contribuiranno a migliorare, a corto termine, la situazione dell’energia idraulica. È tuttavia necessario sviluppare, in parallelo, una soluzione che assicuri la sostenibilità dell’energia idraulica a medio e a lungo termine.

Valutazione degli interessi
Affinché la transizione energetica possa essere realizzata, è necessario che delle installazioni idroelettriche possano essere costruite e rinnovate. Spesso, i nuovi progetti energetici si oppongono agli interessi ecologici. Sino a oggi, gli interessi ambientali erano giudicati più importanti di quelli legati all’approvvigionamento energetico. Con la legge sull’energia, l’utilizzo e lo sviluppo delle energie rinnovabili ottengono uno statuto d’interesse nazionale e devono avere lo stesso peso degli altri fattori presi in considerazione, durante la valutazione degli interessi.
Ciò permetterà di sbloccare numerosi progetti attualmente in attesa.
L’ordinanza sull’energia precisa quali infrastrutture debbano essere considerate d’interesse nazionale. Per esempio, ne fanno parte le installazioni o i parchi eolici che raggiungono una produzione annua
minima di 10 GWh.

E i canoni idraulici?
La votazione del 21 maggio non ha, a priori, nessun legame con la questione dei canoni idraulici. Tuttavia, la pressione proveniente dai gestori delle centrali idroelettriche è enorme. In questo contesto, sarà difficile mantenere il totale delle somme dovute, sino a quando la situazione sul mercato energetico resterà tesa. Per questo motivo le regioni di montagna hanno tutto l’interesse a rafforzare l’energia idroelettrica, attraverso la strategia energetica 2050. Ciò permetterà di mantenere un buon livello per gli indennizzi legati all’utilizzo della forza idraulica.