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Mobilità: gli svizzeri prevedono un boom di auto elettriche

- Uno svizzero su cinque di età compresa tra i 18 e i 35 anni oggi acquisterebbe un’auto elettrica
- Diversità generazionale: i giovani svizzeri prediligono il motore elettrico, mentre i più anziani scelgono il tradizionale motore a combustione
- L’esperto di automobili di comparis.ch Harry H. Meier dichiara: “Le auto elettriche non sono mai state così richieste come adesso. Ora manca solo una rete ben fornita di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici”

Finora l’offerta di veicoli elettrici in Svizzera è stata molto ridotta. La nuova forma di mobilità rimaneva poco allettante per la maggior parte degli svizzeri. Adesso tutto ciò potrebbe cambiare: per la prima volta, nel 2017 ci sono sei modelli di auto elettriche adatti all’uso quotidiano, che in condizioni realistiche potrebbero percorrere distanze tra i 200 e i 400 chilometri. Questa novità viene accolta con particolare favore dai ragazzi di età inferiore ai 35 anni, tra cui la mobilità elettronica è molto in voga.

Insieme all’istituto di ricerche di mercato Innofact, comparis.ch ha intervistato 1’038 automobilisti svizzeri chiedendo la loro opinione sui motori alternativi e se comprerebbero un’auto di questo tipo.

Gli svizzeri si attendono un boom di sistemi di propulsione alternativi
In merito al tipo di motore che caratterizzerà la maggior parte dei veicoli in Svizzera tra dieci anni, quasi l’80 per cento indica motori con sistemi di propulsione alternativi: circa il 40 per cento di questi risponde che il più quotato sarà il motore elettrico, l’altro 40 per cento sostiene che il mercato sarà predominato dai motori ibridi, ovvero una combinazione di motore elettrico e motore a combustione. Solo il 18 per cento continua a credere nel motore a combustione classico (benzina 13,5 per cento, diesel 4,2 per cento). Harry H. Meier, esperto di automobili dichiara: «Questi valori dimostrano chiaramente lo slancio di cui godono attualmente i motori alternativi. Al contrario, per gli svizzeri il motore a combustione non ha chiaramente futuro. Tra le motivazioni potrebbe essere rilevante il tanto dibattuto scandalo sul diesel, che si è riguadagnato le prime pagine dei giornali anche negli scorsi giorni».

La stima degli automobilisti svizzeri intervistati da comparis.ch coincide su larga scala con un pronostico della ditta di consulenza Deloitte*. In questo rapporto i consulenti industriali si aspettano che entro il 2030 la quota dei motori a combustione scenda al 2 per cento e che la quota dei motori elettrici raggiunga già quasi il 10 per cento nel 2020.

Finora l’auto elettrica era un vero e proprio prodotto di nicchia. La cosa però nel frattempo è cambiata. Con BMW i3, Hyundai Ioniq Electric, Opel Ampera-e, Renault Zoë e i modelli S e X della Tesla, i potenziali acquirenti di auto hanno per la prima volta un’ampia scelta di veicoli elettrici da utilizzare anche nella quotidianità.

Giovani e con buona formazione I: uno su cinque acquisterebbe un’auto elettrica
La velocità con cui la mobilità elettrica si può imporre sul mercato dipende molto dal comportamento di acquisto dei conducenti. comparis.ch ha quindi indagato su quale variante di sistema di propulsione preferirebbero oggi gli intervistati se acquistassero un veicolo nuovo. I risultati dimostrano che quasi una persona su cinque (pari al 19 per cento) di età compresa tra i 18 e i 35 anni ha indicato un’auto elettrica. Nella fascia d’età tra 56 e 74 anni solo uno su dieci. In totale il 14 per cento preferisce l’auto elettrica a tutte le altre varianti di motore.

Giovani e con buona formazione II: uno su quattro guida un’auto elettrica
Quando si parla di veicoli elettrici, si presenta una grande differenza generazionale. Più bassa è l’età degli intervistati, più cresce la preferenza per motori che rispettano l’ambiente. Una persona su quattro di età compresa tra i 18 e i 35 anni ha un debole per i motori elettrici. Nella fascia d’età compresa tra i 36 e i 74 anni la percentuale è appena del 13 per cento. Una differenza simile si presenta anche quando si va ad analizzare il titolo di studio. Il 22 per cento degli intervistati con un livello di formazione universitario ha maggiore simpatia per i motori elettrici, mentre tra le persone con un grado di formazione più basso la quota scende al 10 per cento.

Infrastrutture di ricarica insufficienti
Affinché la mobilità elettrica si affermi anche in Svizzera è necessario che il paese disponga di un’infrastruttura di ricarica moderna e il più possibile diffusa. L’esperto di automobili di comparis.ch Harry H. Meier dichiara: «Per i conducenti che vivono in un appartamento in affitto continua ad essere molto difficile disporre di un accesso alla corrente elettrica per la ricarica dei veicoli a casa propria. Molte amministrazioni di immobili ancora oggi ignorano le necessità di chi possiede un veicolo elettrico, spesso giustificandolo con la mancanza di richiesta o con difficoltà di carattere tecnico». Ma anche la scarsa diffusione di infrastrutture pubbliche per la ricarica rende difficile la propensione degli automobilisti per le auto elettriche. Meier afferma: «Oggi manca una rete di colonnine elettriche di largo accesso e ad alta potenza. Qui si chiede l’intervento di chiunque sia coinvolto nel settore, a partire dalla politica per arrivare agli importatori di auto e ai fornitori di energia».

Il sondaggio è stato condotto dall’istituto di ricerche di mercato Innofact AG a febbraio 2017, su incarico di comparis.ch, intervistando 1’038 persone in tutte le regioni linguistiche della Svizzera ed è rappresentativo. Sono state intervistate persone con un’auto nell’economia domestica.

* Pronostico Deloitte 2017: pubblicato in un supplemento della rivista tedesca specializzata «Automobilwoche».