Storie e tradizioni

Anno 43 - N. 1

Briganti sulla via del Ceneri: l’ultimo assalto alla diligenza di Graziano Tarilli

Graziano Tarilli

Nel 1864 sulla strada del Monte Ceneri ci fu l’ultimo drammatico atto di brigantaggio nel Ticino con l’assalto alla diligenza postale, che venne svaligiata da una banda di malviventi, episodio che finì nel sangue. Nel passato le vie commerciali che conducevano dal Piano di Magadino al Monte Ceneri erano due e furono costruite nel periodo 1559-63. Una partiva da Quartino, lungo la cosiddetta “strada romana”, denominata anche piccolo Ceneri o Montecenerino, via che è stata recentemente riattata. L’altra, che saliva da Cadenazzo e attraversava Robasacco percorrendo un tragitto che si inerpicava in mezzo a folti castagneti, offriva posti prediletti per appostamenti e grassazioni (la “via dei briganti”). Fra queste selve transitava, infatti, l’itinerario carrabile che portava da Bellinzona a Milano. Robasacco – nome scherzoso che allude a quei viaggiatori che, talora, venivano alleggeriti dei loro sacchi – appare nelle carte solo nel 1719: il nucleo abitato si chiamava San Leonardo, dal titolo della chiesa. Dalla sommità del passo (dove è attestata la presenza di un ospizio già all’inizio del Duecento), tenendosi alta sul costone destro della valle del Vedeggio, la “strada” (parola in senso proprio solo dal 13° secolo) si snodava fra i boschi fino a Bironico, dove vi era un albergo, attorniato da tre o quattro osterie. Poi, questa importante via militare percorsa anche da pellegrini e mercanti, dirigendosi verso sud passava da Taverne e Ponte Tresa. Il Ceneri fu per secoli un passo pericoloso per le aggressioni e le rapine a cui erano esposti coloro che vi transitavano. Già nel 1309 sono documentate diverse proteste di mercanti lucernesi; in una pergamena del 9 novembre 1367 si accenna a una rapina con omicidio, che diede origine a una lite sui termini di confine fra le comunità di Bellinzona, Locarno e valle di Lugano.

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