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Più di una persona su due si sente sorvegliata su internet

La metà degli svizzeri che usano la rete si senta sorvegliata. Al tempo stesso il grado di fiducia nei confronti di imprese e organizzazioni per quanto riguarda il trattamento dei dati è ridotto. Banche e autorità guadagnano al contrario punti tra gli svizzeri in quanto godono di una elevata fiducia, mentre le piattaforme de social media e i siti di incontri sono i fanalini di coda. Questi sono i principali risultati emersi dallo studio sulla fiducia nella tutela dei dati 2017.

Zurigo, 24 febbraio 2017 – Qual è il livello di fiducia degli svizzeri nei confronti della sicurezza dei dati inseriti su internet? Tramite un sondaggio condotto a gennaio in modo rappresentativo comparis.ch ha cercato di darvi una risposta.

Il 60,4 per cento degli intervistati ha indicato di sentirsi sorvegliato durante le proprie attività su internet. «A quanto pare molti utenti della rete partono spesso dal presupposto che le loro attività svolte online siano controllate. In particolar modo non si ha fiducia delle grandi imprese come Facebook e Google» afferma Jean-Claude Frick, esperto di Comparis in materia di digitale. In generale uno svizzero su tre non si sente sicuro quando inserisce dati personali su internet. «Ciò tuttavia non impedisce agli svizzeri di utilizzare numerosi servizi online» prosegue Frick.

Banche e autorità godono di molta fiducia

comparis.ch ha inoltre analizzato quali sono le offerte in cui gli svizzeri ripongono maggiore fiducia, quando si tratta di immettere i propri dati personali. In questo caso le banche e le autorità, rispettivamente con il 78,4 e il 73,8 per cento, si aggiudicano i primi posti e godono quindi di molta fiducia. Se la cavano invece molto male le piattaforme di social media come Facebook con il 12,4 per cento e i siti di incontri solo con l’8,4 per cento.

Fiducia ridotta nei motori di ricerca

Anche se il 92 per cento di tutte le persone intervistate ha indicato di utilizzare motori di ricerca come Google o Bing, non ci si fida di questi servizi: soltanto il 22,2 per cento dei partecipanti al sondaggio dichiara di avere fiducia nella protezione dati dei motori di ricerca.

Servizi di messaggistica: alto utilizzo, fiducia nulla

I servizi di messaggistica come WhatsApp, Snapchat e iMessage sono molto amati. Più di due terzi di tutti gli svizzeri utilizza tali offerte: ciò non significa però che si abbia fiducia nel trattamento dei dati personali di questi servizi. Anzi, il 42 per cento degli utenti dichiara di avere “poca o nessuna fiducia” in questi strumenti. «Sebbene i servizi di messaggistica oggi siano onnipresenti, il nostro sondaggio mostra che gli utenti sono scettici in materia di protezione dati» constata Jean- Claude Frick.

Servizi segreti e hacker: una minaccia

Il sondaggio mostra inoltre la presenza di paura di un abuso dei propri dati personali da parte dei servizi segreti: più di un terzo degli intervistati li vede come un pericolo per la sicurezza dei propri dati. Jean-Claude Frick: «Anche se molti utenti vedono minacciata la sicurezza dei loro dati, sembrano accontentarsi di un possibile controllo su internet. Il motivo potrebbe essere che gli utenti giudicano più importanti la lotta al terrorismo e la necessità di una sicurezza generale rispetto alla propria sfera privata».
La minaccia degli hacker viene tuttavia sentita ancora più forte della paura nei confronti dei servizi segreti: uno svizzero su due li teme.

Misure di protezione contro l’abuso

Gli svizzeri si proteggono dagli abusi su internet con varie misure. Il 50 per cento degli intervistati utilizza infatti password complicate. Molto diffuso è anche effettuare regolarmente l’aggiornamento dei software di applicazioni e sistemi operativi e, proprio per motivi di sicurezza dei dati, il 30 per cento di chi naviga in rete rinuncia del tutto a utilizzare le piattaforme dei social media.
Quando si tratta invece di escogitare sofisticati meccanismi di protezione, gli svizzeri risultano riservati: quasi nessuno utilizza infatti programmi come la crittografia di e-mail o le possibilità per navigare in modo anonimo tramite proxy.


Metodo
Il sondaggio è stato condotto dall’istituto di ricerche di mercato GfK a gennaio 2017, su incarico di comparis.ch, intervistando 1000 persone tra i 15 e i 74 anni in tutte le regioni linguistiche della Svizzera ed è rappresentativo per gli utenti di internet svizzeri. Il sondaggio viene condotto dal 2013 su base annuale utilizzando sempre le stesse domande. L’obiettivo è misurare in modo rappresentativo e portare alla luce l’atteggiamento e il comportamento di utilizzo della popolazione svizzera in materia di sicurezza e protezione dati.