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Canapa medica: i medicinali a base di cannabis fanno parte dell’assicurazione di base – compito dell’UFSP

- Richiesta I: il rimborso dei preparati efficaci a base di canapa

- Richiesta II: l’efficacia attestata deve essere il fattore determinante per l’autorizzazione e il rimborso in ambito di medicina tradizionale e alternativa

- Richiesta III: il rimborso non deve portare a ostacolare l’innovazione


Zurigo, 23 febbraio 2017 – Il cannabidiolo (CBD), il principio attivo della cannabis, è riconosciuto per le sue proprietà medicinali. Si tratta della conclusione di uno studio, condotto nel 2015 su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che constata buone prove di efficacia, in particolare per la terapia del dolore, contro crampi muscolari in pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) o per ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti di tumori e dell’HIV. Ora però, nonostante l’attestata efficacia, sono sempre meno le casse malati che si assumono i costi di medicinali a base di cannabis. Motivo: questi medicinali non sono soggetti al rimborso obbligatorio.

In Svizzera i pazienti che dipendono da medicamenti a base di cannabis per il trattamento dei loro problemi di salute hanno bisogno di un’autorizzazione dell’UFSP. Per poter rilasciare queste autorizzazioni, nel 2015 l’UFSP ha fatto svolgere un meta-studio: questo ha portato alla luce che i cannabinoidi sono efficaci e che, in certi quadri clinici, possono essere classificati come farmaci. Da quel momento ha preso il via il dibattito di politica sanitaria in merito alla canapa medica che mette autorità e pazienti di fronte a nuove sfide.

Applicazione attuale non ai sensi della LAMal
Per l’utilizzo dei cannabinoidi oggi il medico curante deve chiedere l’autorizzazione all’UFSP e questa viene rilasciata soltanto se prima altri medicinali non sono stati di aiuto. Felix Schneuwly, esperto di casse malati presso comparis.ch, afferma: «Imporre la prescrizione di farmaci di medicina alternativa dopo che preparati chimici non hanno sortito alcun effetto è in totale contraddizione con il principio della Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal), secondo cui la medicina soggetta a rimborso deve rispondere ai criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (EAE). La decisione deve essere presa di comune accordo da medico e paziente. Ciò che conta è il successo della terapia. La cassa malati può negare la garanzia di assunzione dei costi se la terapia a base di cannabis non soddisfa i criteri EAE». E continua: «Tutto il resto è pura burocrazia, freno all’innovazione e ostacolo a quella concorrenza tanto necessaria per metodi di cura il più efficiente possibili e di qualità eccellente».

Concorrenza scorretta a favore dell’industria farmaceutica: medicinali efficaci a base di cannabis esclusi dall’assicurazione di base – compito dell’UFSP
Se è stato dimostrato che un medicamento è efficace, appropriato ed economico, allora questo deve essere inserito nell’assicurazione di base obbligatoria. Ciò sancisce la LAMal. L’esperto aggiunge: «Se tali criteri valgono per i medicinali a base di cannabis, allora secondo me questi devono essere inseriti di diritto nel catalogo delle prestazioni».

Attualmente non vengono pagati dall’assicurazione di base neanche quei medicinali a base di canapa la cui efficacia è stata riconosciuta e a cui l’UFSP ha concesso l’autorizzazione. Quindi, se il paziente decide di svolgere questo metodo terapeutico, deve assumere i costi di tasca propria. Dato che nell’ambito dell’assicurazione di base le casse devono attenersi rigorosamente alla LAMal, anche una minima flessibilità è proibita. Le prestazioni non soggette a copertura secondo la LAMal o l’Ordinanza sulle prestazioni OPre non possono essere rimborsate a spese dell’assicurazione di base.
È quindi compito dell’UFSP chiarire la situazione insoddisfacente riguardante i cannabinoidi. Felix Schneuwly aggiunge che «In Germania molti medicinali efficaci a base di canapa sono già legittimamente rimborsati. Anche la Svizzera dovrebbe aprirsi in questa direzione. La stessa industria farmaceutica locale porta avanti ricerche su sostanze vegetali e non ha bisogno di vantaggi competitivi nei confronti della medicina alternativa».


Citazioni sui cannabinoidi di Felix Schneuwly, esperto di casse malati di comparis.ch

In merito alle esigenze dei pazienti
«Secondo l’UFSP i medicinali a base di cannabis sono efficaci, ma soggetti a rimborso solo se farmaci tradizionali non hanno effetto. Ciò è in contraddizione con la LAMal e non negli interessi dei pazienti.»

In merito alla concorrenza dei medicinali
«La decisione deve essere presa di comune accordo da medico e paziente. Si tratta del successo della terapia. La cassa malati può negare la garanzia di assunzione dei costi se la terapia a base di cannabis non soddisfa i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità.»
«Non è né nell’interesse dei pazienti né della collettività che i pazienti possano ricevere medicamenti a base di cannabis soltanto quando i costosi prodotti della medicina tradizionale non hanno avuto effetto.»

In merito all’obbligo di rimborso
«Se sono riconosciute efficacia, appropriatezza ed economicità di un medicamento a base di canapa, questo allora rientra di diritto nella lista di specialità ed è anche soggetto a rimborso come qualsiasi altri preparato chimico.»