La posta dei lettori

In risposta al messaggio del 16.12.2016
in­via­to da Fabio Binetti

Carissimo Giorgio,
A ta dac dal ti perché a sa cognosum e ma fà piasee scrivet. A sum dre a cercà na storia che ma cüntava sü la mé nona de Fescogia ma a trövi nagott, gnanca la mé mam la salud regorda mia. A l'era inscì:

...chi l'é Mort? Ul Toni stort
Chi l'à metüt vía ? la Toni de Maria
Chi ha fai la Casa? Ul Toni Barlasa....

Sono frammenti confusi e forse parzialmente erronei di quanto abbia potuto estrarre dai miei ricordi infantili e mi piacerebbe che qualcuno mi aiutasse a ricostruire il racconto.

A ghé queidün che ma pó iüdà?

Approfitto del mail per proporre una nueva (mini)rubrica per genitori e bambini dove si potrebbero pubblicare storie, poesie, ecc per i piú piccini. San pensat?

Salutoni dalla Spagna e vegn giò a trövam na quai volta.
Fabio

Risposta

Caro Giorgio,
ti mando risposta all’interrogativo di Fabio Binetti dalla Spagna

Lo spezzone della filastrocca che Binetti ricorda della nonna di Fescoggia (che riporto nella giusta ortografia) <- Chi ch'è mort? – Ur Toni Stort. –Chi l'ha metüt via? – ra Toni de Maria. – Chi g'ha facc ra càssa? (la bara) – Ur Toni Barlàssa...> non mi risulta in memoria anche perché risalente a un'area di cultura popolare che varia già quasi sempre da paese a paese e qui assai ristretta, ossia alle tradizioni orali antiche dell'Alto Malcantone. Appartiene però sicuramente allo stile delle tiretere dei botta-risposta, sovente recitate tra madre e figli, che spesso cercano la rima ad ogni costo per divertire e attirare l'attenzione dei bambini piuttosto che significare qualcosa. (Scadendo a volte in assonanze d'un astruso e quasi non senso.) Ne ho commentato qualcuno nella mia recente raccolta Radici dell'oralità perduta inaugurando la collana della tua Terra Ticinese:  < Prestinée l'è cott  ul pan? – L'è 'n puu brüsaa. – Chi l'è stai? – L'è stai ul.. (e si diceva il nome di chi nel gioco doveva essere rincorso e preso.
 Cordialmente, Fernando Grignola