C'era una volta il Ticino

Anno 42 - N. 2

Fontane e lavatoi

di Giorgio Passera

Al giorno d’oggi ci rendiamo conto dell’importanza dell’acqua solo quando ci manca. Un tempo le cose erano ben diverse: l’acqua bisognava andare a prenderla fuori di casa. Bere, lavarsi, fare il bucato, cucinare, abbeverare il bestiame: tutto era più complicato. Fondamentali per la vita delle nostre famiglie, sia in campagna, sia in città erano quindi fontane, lavatoi ed abbeveratoi: solo verso gli inizi del secolo scorso tutti i ticinesi potevano ricevere comodamente l’acqua entro le loro case. E allora ecco qualche foto che ci ricorda questo aspetto del passato che, a ben vedere, non presentava solo aspetti negativi: pensiamo solo alla funzione sociale e comunitaria di queste strutture, veri e propri punti di incontro, di ristoro, di chiacchiere, di pettegolezzi.

Diego Luraschi, Il Ticino – Tracce di vita trascorsa, Fontana Edizioni, 2008.

Nella foto: un tempo era abbastanza comune costruire una fontana vicino ad una cappella. In questo modo si abbinavano due fonti di vita: una materiale ed una spirituale. In un singolare contrasto tra i colori vivaci dei semplici affreschi e il grigio severo delle vasche. Qui siamo a Solduno. Un sorso d’acqua e una preghiera davano la giusta carica per riprendere il cammino o il lavoro.