Attualità

Anno 42 - N. 2

Alla ricerca dello stemma perduto

di Giorgio Passera

È appena uscito presso la Fontana Edizioni un libro molto importante, che ha l’ambizione di entrare in tutte le case dei Ticinesi, e non solo in quelle degli appassionati di araldica. Un volume che stuzzica certamente la nostra curiosità, che ci aiuta a capire da dove veniamo, perché portiamo un cognome, cosa sta dietro uno stemma, quale sia l’albero genealogico delle nostre famiglie e altro ancora. Si tratta del Supplemento all’Armoriale Ticinese, un bel librone che viene a completare l’armoriale originale, pubblicato nell’ormai lontano 1945 e che aveva certamente bisogno di un consistente aggiornamento. Prima di entrare in materia sarà opportuno un breve ripasso di tipo linguistico.

Dizionarietto

Albero genealogico: in genealogia, è la descrizione in linea ascendente o discendente dei nomi degli individui di una o più famiglie di un ceppo comune. Araldica: è la disciplina che studia la storia degli stemmi e delle insegne nobiliari e le regole della loro composizione. Trova la sua origine nella pratica seguita nel medioevo dagli araldi, di controllare, prima dei tornei, la conformità delle armi e delle insegne dei partecipanti. Arme: in araldica è sinonimo di stemma. Armoriale: in araldica è il libro in cui sono designate o blasonate le armi delle famiglie, oppure quelle di città, nazioni, corporazioni. È sinonimo di Stemmario Blasonare: descrivere un blasone secondo le regole araldiche. Blasone: stemma gentilizio, insegna araldica. Genealogia: disciplina che accerta e studia i rapporti di parentela, di affinità o di attinenza che intercorrono fra le diverse persone di una o più famiglie Stemma: in araldica indica tre cose: 1. l’insieme dello scudo, delle insegne, degli ornamenti esteriori e dei contrassegni di nobiltà; 2. L’emblema di enti pubblici, istituzioni; 3. la raffigurazione dei simboli araldici o di un emblema. È sinonimo di arme. Stemmario: in araldica è il libro nel quale sono raccolti gli stemmi delle famiglie nobili, oppure quelli di città, nazioni, corporazioni. È sinonimo di Armoriale.

Il vecchio Armoriale

Alfredo Lienhard-Riva (1876-1959), grande esperto e appassionato di araldica, dopo un lavoro durato oltre 40 anni, nel 1945 dava alle stampe un corposo volume (517 pagine) che rappresentava una prima assoluta per il nostro Cantone. Si trattava dell’Armoriale ticinese, cioè lo stemmario di famiglie che facevano parte dei nostri Patriziati. Un’opera pubblicata a Losanna in sole 500 copie che raccoglieva 580 stemmi a colori e 1074 illustrazioni in bianco e nero. Il tutto corredato da cenni storici e genealogici e con tanto di prefazioni e introduzioni che portavano firme illustri. Citiamo almeno quelle di due esponenti di spicco della politica cantonale e federale: Enrico Celio, allora Consigliere federale, e il Consigliere di Stato Giuseppe Lepori, che diverrà più tardi pure lui membro del Governo federale. Lienhard, che aveva ottenuto un concreto appoggio della Società araldica svizzera, che aveva curato analoghe pubblicazioni per altri Cantoni, racconta nella sua Prefazione quali erano state le sue fonti principali, il materiale su cui aveva condotto la sua imponente ricerca: dipinti, sculture, monumenti funebri, cappelle votive, documenti cartacei, sigilli, ricami, incisioni, rogiti notarili, pitture su vetro. Un lavoro che, oltre a ricognizioni sul territorio, veniva compiuto anche nel chiuso e nel silenzio di biblioteche nazionali ed estere. Una ricerca complessa a volte per la scarsità dei reperti, a volte per la loro sovrabbondanza. Un campo minato, tutto nuovo, tutto da scoprire, che non aveva alle spalle una tradizione e seri studi scientifici.

Gastone Cambin

Artista e studioso, architetto e silografo, araldista e pubblicista, Gastone Cambin (Lugano 1912 – Breganzona 1991) è la figura fondamentale che sta dietro la realizzazione di questa nuova opera. Lui ha fatto conoscere al pubblico la maggior parte degli stemmi qui messi in vetrina, lui ha redatto molti dei testi allegati al materiale iconografico proposto in quest’opera. È grazie al suo costante e approfondito lavoro di ricerca e di catalogazione che Carlo Maspoli e Giorgio Conti hanno potuto portare a termine questo volume, questa summa che rientrava tra gli obiettivi, o tra le utopie di Cambin. Che avrebbe apprezzato tantissimo questo nuovo libro che rappresenta un grande passo in avanti per quanto riguarda le investigazioni e la sistemazione dello stemmario delle famiglie ticinesi. Una lezione di stile e di metodo che i due autori del volume hanno fatto propria, proseguendo nella traccia indicata dal maestro e aggiungendo più di 800 nuovi stemmi e notizie al tesoro raccolto e strutturato dal loro predecessore. Autori che con altrettanto impegno e altrettanta passione hanno consultato numerosi stemmari lombardi non solo del Cantone, ma anche delle regioni italiane limitrofe, alla ricerca di testimonianze, dati, informazioni che hanno dato corpo a questo nuovo Supplemento.

Il Supplemento

Ed eccoci arrivati alla novità, al nuovo volume al quale dedichiamo qualche pagina della nostra rivista. Per parlarne abbiamo incontrato gli autori, Carlo Maspoli e Giorgio Conti, ai quali abbiamo chiesto di raccontarci in che cosa consistono le novità rispetto all’opera del ’45, quali sono le motivazioni che li hanno condotti a realizzare questo “supplemento” e altro ancora.

I due autori

Alla base di questo considerevole lavoro ci sono loro, Carlo Maspoli e Giorgio Conti, due persone animate da una grande amicizia che dura da 50 anni e da una passione comune per l’araldica e la genealogia. Carlo Maspoli - Nato nel 1930 a Lugano, originario di Morcote. Ha svolto per tutta la vita la professione di fisioterapista, fino al 1999, anno in cui è andato in pensione. La passione per gli stemmi l’ha coltivata fin da giovane, seguendo gli insegnamenti dei suoi maestri, Luciano Moroni Stampa, Alfredo Lienhard – Riva e Bruno Bernard Heim. Nel 1993 diventa socio della Federazione svizzera di araldica e membro del Comitato direttivo, nel ’96 viene nominato membro associato dell’Accademia internazionale di araldica. È autore di numerosi scritti in materia. Giorgio Conti - Luganese, classe 1941, ha insegnato per 20 anni nelle Scuole elementari e Maggiori di Lugano. Nel 1989 è nominato Vice Direttore della Scuola media di Viganello, dove ha insegnato fino al pensionamento, avvenuto nel 2002. Il suo maestro in araldica è stato don Giuseppe Gallizia, archivista alla Curia vescovile di Lugano. Ha collaborato a studi e ricerche in ambito genealogico ricostruendo le vicende di numerose famiglie ticinesi, pubblicando parecchio materiale.

Cosa vi ha portato a realizzare un’opera tanto impegnativa? Il desiderio di completare l’Armoriale Ticinese, e di dare seguito all’immenso lavoro di Gastone Cambin, che aveva avviato le ricerche proprio in vista di questa realizzazione che non ebbe mai modo di portare a termine. Carlo Maspoli è venuto a conoscenza del materiale araldico raccolto da Cambin, che intendeva venire incontro ai molti desideri della sua clientela. Il lavoro si presentò subito imponente: gli archivi di Cambin comprendevano 26 cassette di schede organizzate in ordine alfabetico. Erano ben 2500 le famiglie ticinesi che avrebbero voluto conoscere la propria genealogia, la propria storia e i propri stemmi. Gastone Cambin aveva già pensato ad un completamento dell’armoriale: ogni scheda trovata nel suo archivio portava infatti la scritta “Riservato per il supplemento”.

Che cosa c’è di nuovo rispetto al vecchio Armoriale? Il materiale inedito, studiato, rielaborato, ridisegnato e sistemato con l’ausilio delle nuove tecniche informatiche che, anche in araldica, hanno contribuito a migliorare il lavoro di ricerca e di pubblicazione. In pratica la novità è stata il cospicuo apporto dell’archivio Cambin risistemato e dato alle stampe. La descrizione degli stemmi è opera di Maspoli, i cenni genealogici e i disegni di Conti. Il nuovo libro si presenta diviso in due parti: la prima è dedicata al materiale raccolto e schedato da Gastone Cambin. La seconda sezione parte proprio da questo lavoro che noi abbiamo portato a compimento aggiungendo 800 nuovi stemmi.

Un ricordo di Alfredo Lienhard-Riva. Maspoli: Mi ricordo di lui, del suo angusto studiolo situato in via Ludovico il Moro a Bellinzona, che conteneva il suo immenso archivio che, purtroppo, è andato perso dopo la sua morte. Andavo a trovarlo ogni tanto per farmi dare qualche consiglio per le mie ricerche. Era una persona schiva, timida, che si apriva e diventava simpatica quando lo si conosceva meglio.

A chi è indirizzato questo Supplemento? Conti: Ad un pubblico di interessati ma anche di curiosi, A chi vuole conoscere in prima battuta la storia della propria famiglia e poi anche le vicende delle altre casate, e quella più generale della nostra regione, dell’emigrazione, delle professioni, della vita della nostra gente. Persone che vorrebbero conoscere le proprie radici, capire da dove vengono per interpretare al meglio il presente ed il futuro. È interessante capire anche da dove venga il proprio cognome a cosa si riferisca. Alla professione, al luogo di provenienza, alla parentela con membri della propria famiglia. Ricordo che prima del 1400-1500 i cognomi in senso moderno non esistevano.

E dopo quest’opera avete in mente altro? Maspoli: niente di sicuro io ho nel cassetto tre classeur già ben ordinati su un tema particolare: come si fa a preparare uno stemma, come lo si disegna, quali sono le indicazioni e le regole da seguire, le proporzioni, le misure? Inoltre ho raccolto materiale araldico relativo al ’600, documentazione molto interessante che esigerebbe studio, impegno e lavoro che non mi sento più di affrontare alla mia età.

Secondo voi l’araldica nel Canton Ticino ha un futuro? Siamo piuttosto pessimisti al riguardo. conosciamo pochi giovani interessati a questa materia, ed è un vero peccato perché le cose da fare in questo campo sarebbero ancora molte.