Il gatto con gli stivali

Anno 42 - N. 2

In Ticino il “turismo 2.0” non esiste

di Marco Bazzi

In occasione della Pasqua, periodo dell’anno che segna la ripresa della stagione turistica, ho pubblicato sul mio portale, liberatv.ch, un commento piuttosto severo sulla politica di accoglienza degli enti turistici. In particolare, dando un’occhiata ai siti Internet delle varie organizzazioni regionali, da Locarno-Ascona a Lugano, da Bellinzona a Mendrisio, passando per Ticino Turismo, mi ha colpito l’assenza di una “guida” che potesse orientare e stimolare i visitatori. Anche quelli che non vengono in Ticino a Pasqua per via del traffico ma che potrebbero decidere di venirci nei week end successivi. Tipo, una lettera di benvenuto, con suggerimenti e consigli, il racconto di cosa offre il nostro territorio fatto con un po’ di emozione… Qualcosa, insomma, che faccia venir voglia alla gente di venirci, in Ticino… Scrivevo: “Hanno riaperto i grotti, è tempo di capretto, c’è ancora neve e abbiamo splendidi sentieri che si possono percorrere con le ciaspole. Costa tanto fare una piccola guida on line? Mettiamo qualche bella foto dei laghi visti dall’alto delle montagne, che i paesaggi sono incantevoli! E poi ci sono i paesini da sogno nelle valli… le funivie che portano a Cardada, al Tamaro, al San Salvatore… Ci sono i battelli… A Mendrisio c’erano le processioni storiche… E se il tempo è inclemente, ci sono decine di chiese da urlo da visitare, ci sono i centri balneari, terme, saune, musei…”. E concludevo: “Ma santo cielo, raccontiamo ’sto benedetto territorio a chi pensa di venirci a passare qualche giorno!”. Invece nulla. Sui siti turistici ticinesi l’informazione è standardizzata e frammentata e del capretto non c’era traccia, ma nemmeno delle processioni di Mendrisio. In compenso, campanilismo “a gogo” ed emozioni e creatività pari a zero! Desolante! Il “turismo 2.0” in Ticino è assolutamente inesistente. Nei vari siti si trova solo un elenco di eventi più o meno prossimi e una serie di articoli generici che vanno bene dalla primavera all’autunno. Ma allora, dobbiamo chiederci, a cosa serve avere dei siti Internet? Così, statici e istituzionali non hanno assolutamente senso. Costano soldi e basta. Alla promozione web o ci si crede o non ci si crede. Se ci si crede bisogna farla bene. Se non ci si crede si vada avanti coi dépliant. Questo è il punto di fondo. In realtà ci vorrebbe un sito unico di riferimento con tutte le informazioni relative al Ticino, e dovrebbe essere quello di Ticino Turismo, vale a dire ticino.ch. I siti regionali dovrebbero sviluppare i contenuti, gli eventi e le proposte locali, ma non si possono disperdere in questo modo scoordinato risorse ed energie. Bisogna smetterla di ragionare a compartimenti stagni e con il campanile piantato in testa: tipo il turista lo voglio tutto per me e non gli dico cosa succede a trenta chilometri da qui! Oggi la gente si muove, si sposta, magari passa il venerdì a Mendrisio, il sabato a Lugano e la domenica a Locarno, passando per i castelli o il mercato di Bellinzona. Invece di continuare a piangersi addosso e a lamentarsi che il turismo va male, sarebbe ora che chi ha in mano le sorti di uno dei nostri pilastri economici si ponga seriamente qualche domanda sui motivi per cui questo accade, al di là del franco forte e della moltiplicazione delle mete alternative. E anche su che cosa ha prodotto la nuova organizzazione degli enti a livello regionale, dove ognuno ragiona per sé e cura il proprio orticello in un Cantone che a percorrerlo da un capo all’altro ci si mette un’oretta o poco più. Mi chiedo: ma è possibile che con tutta la gente che lavora nei vari enti turistici e che si occupa di marketing, eccetera, a nessuno sia venuta l’idea di pubblicare una breve guida comune destinata ai turisti, con un po’ di idee e di consigli su cosa fare, dove andare e così via per Pasqua? Ma lo stesso varrà tra qualche settimana per l’estate… Il turista bisogna guidarlo, bisogna raccontargli delle storie, fargli vivere delle emozioni, farlo sognare. Inoltre, ogni sito dovrebbe rimandare a quelli di altre categorie professionali che hanno a che fare con il turismo: Ticinowine, Ticinoatavola, eccetera. Non è ancora troppo tardi, ma bisogna darsi da fare, coordinarsi, pensare e trovare delle idee. Perché nei prossimi mesi il Ticino si giocherà l’intera annata turistica.