Bellinzona

Anno 42 - N. 1

Una brocca bronzea a becco d’anatra

Gian Paolo Lavelli

Non poteva certo mancare la sorpresa (non quella, solita, d’ordinaria amministrazione) quando, durante uno scavo edilizio iniziatosi nella prima metà del febbraio 2013 e conclusosi nell’aprile del medesimo anno, nella zona del Palasio a Giubiasco venne alla luce, tra le 30 tombe celtiche con reperti risalenti al IV-II secolo avanti Cristo, un ‘inaspettata affascinante e straordinaria brocca bronzea a becco d’anatra. Oggi, dopo i lavori di pulitura la brocca in bronzo è stata messa in bella mostra a Palazzo Comunale, dove, con gli altri numerosi ed interessanti reperti, è a disposizione del pubblico fino all’11 marzo di quest’anno, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 17.

Avevamo già intuito, scrivendo su Terra ticinese n. 2/2013, che qualcosa “bolliva” sotto terra quando i lavori di costruzione dello stabile in zona, erano stati fermati dal Servizio archeologico cantonale che rinvenne poi, dopo minuziosi scavi il contesto sepolcrale situato direttamente sotto montagna e distante solo 700 metri dalla grande necropoli scoperta precedentemente in zona campagna oggi industriale.

La tomba con la brocca

Il corredo funerario non fornisce, a detta degli esperti cantonali, una certezza sull’appartenenza della sepoltura ad un defunto di sesso maschile oppure femminile, è certo però che la tomba sia da riferire ad un esponente di alto rango della comunità locale. Il corredo è composto da una fibula di bronzo decorata da un disco nel quale è inserito un bottone ornamentale, ai piedi, come per le altre sepolture, era presente un servizio formato da un recipiente per contenere i liquidi, bicchiere e ciotola. In questo caso il recipiente è costituito da una raffinata brocca a becco d’anatra realizzata in bronzo. Ma non tutto finisce lì.

Le tombe con la spada e il cinturone

La tomba con la spada è una sepoltura maschile che conserva, oltre a una fibula in ferro e un anello digitale a spirale in argento, anche un’eccezionale spada in ferro, che si trovava deposta sul fianco sinistro del defunto a simboleggiare la sua appartenenza all’aristocrazia locale.

La tomba con il cinturone, invece, presenta un corredo funerario femminile molto ricco, composto da una serie di preziosi oggetti di ornamento, tra cui tre fibule in bronzo con terminazione a maschera umana, un paio di orecchini in bronzo con grano d’ambra, un anello a spirale in argento, e un grande cinturone in maglia di ferro, che si compone di un anello e di due catene di diversa lunghezza.

Le sepolture accompagnate

Tutte le sepolture sono accompagnate da un corredo funerario, caratterizzato da una disposizione standardizzata dei suoi elementi. I corredi sono contraddistinti dalla presenza di oggetti personali e in parte ancora indossati al momento della deposizione, come fibule, orecchini e anelli: ai piedi del defunto si trovava invece il vasellame, perlopiù composto da un servizio da tavola comprendente una brocca, un bicchiere ed una ciotola, viatici indispensabili per il viaggio verso l’aldilà. Gli oggetti metallici sono stati dati in consegna ai laboratori di restauro e di analisi del Museo nazionale svizzero ad Affoltern am Albis (ZH), mentre il restauro delle ceramiche è stato svolto presso il laboratorio dell’Ufficio dei beni culturali di Bellinzona. Il restauro ha permesso anche di identificare e analizzare diversi resti organici che, grazie all’ossidazione del metallo, si sono conservati, anche se solo in minima parte sugli oggetti stessi. Si tratta in particolare di resti di tessuto, pelle/cuoio, legno e sostanze vegetali, la cui individuazione permette di fare un ulteriore passo avanti nella ricostruzione degli usi e costumi delle antiche popolazioni del Ticino.