Mendrisio e valli

I primi 30 anni del Coro operistico

Guido Codoni

Le proposte che il Mendrisiotto offre per l’occupazione del tempo libero sono innumerevoli: da quelle sportive a quelle culturali, ricreative o musicali. Ed è proprio di una passione legata alla musica che vogliamo parlare: il “Coro Operistico di Mendrisio”, che compie quest’anno trent’anni. Il coro si formò nel 1985. A prepararlo e dirigerlo Mario Cairoli1), un maestro che tante tracce ha lasciato nel Mendrisiotto. Un incentivo arrivò anche dal direttore d’orchestra Bruno Amaducci2), allora responsabile della programmazione musicale della Radiotelevisione della Svizzera Italiana e appassionato animatore di importanti associazioni culturali.

Gli appassionati coristi dilettanti ticinesi, grazie ai maestri Cairoli e Amaducci, iniziarono a collaborare con l’Orchestra della Svizzera italiana nella stagione lirica al teatro Kursaal di Lugano accompagnando solisti di fama internazionale. Da allora il Coro, anche grazie a quel vivo entusiasmo che contraddistingue le formazioni non professioniste, è andato in scena con le pagine più rappresentative del repertorio melodrammatico italiano. Una prima svolta avvenne nel 1992 con la decisione di proporre autonomamente al pubblico una scelta di brani operistici con accompagnamento pianistico.

Giuseppe Mogliazzi, presidente del sodalizio fino allo scorso aprile, così racconta. “Seguivo, e seguo, regolarmente, parecchi concerti. Tra questi, frequentavo con interesse quelli del Coro Operistico, diretti dal Maestro Cairoli, al quale ero legato da buoni rapporti di amicizia. Un giorno il Maestro mi chiese se potevo collaborare con lui. Non esitai un attimo e diedi subito il mio consenso. Eravamo nel mese di settembre del 1998, all’inizio delle prove della nuova stagione.

Iniziai a frequentarle assiduamente con il preciso intento di conoscere da vicino come viene preparato un concerto e per approfondire le mie conoscenze di musica lirica. In seguito maturò l’idea di dare una base giuridica al complesso vocale, per migliorare l’immagine nei confronti dei simpatizzanti e del pubblico. Il 24 marzo 1999 venne quindi fondata l’Associazione del Coro Operistico di Mendrisio e io ne assunsi la presidenza, iniziando una campagna di proselitismo dei soci contribuenti e degli sponsor. Sotto la direzione del Maestro Cairoli, il Coro ottenne ottimi risultati. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2004, alla direzione subentrò il Maestro Andrea Schiavio, precedentemente attivo presso il Teatro alla Scala di Milano. Il Coro, in un breve lasso di tempo, subì una radicale trasformazione a tutto vantaggio del suo livello artistico, che consentì l’apprendimento e l’esecuzione di un’opera completa”.

Veniamo ai nostri giorni

Dal 2012, maestro diventa Gianpaolo Vessella3). 35 sono i cantori, provenienti un terzo dal Mendrisotto e due terzi dalla fascia insubrica, che garantiscono la loro costante presenza. La stretta collaborazione con la Corale Arnatese di Gallarate e Coro Lirico “Calauce” di Caloziocorte (ambedue diretti dal maestro Vessella) permette, in occasione di grandi eventi, di disporre di una settantina di unità. I solisti vengono scritturati di volta in volta fra professionisti italiani (gravitanti nel circuito della Scala o dell’associazione As.Li.Co.) o svizzeri (ad es. Monica Trini o Giuliana Castellani).

Per le prove settimanali, l’Associazione usufruisce, a pagamento, dell’aula di musica delle scuole medie di Mendrisio che dispone di un pianoforte. La presenza assidua alle prove è fondamentale in quanto la preparazione di nuovi brani non permette di perdere le lezioni. E questo, specialmente per le donne con figli, comporta un notevole sacrificio. Peraltro ai coristi non è richiesto il pagamento di tasse di iscrizione o la partecipazione ai costi per la gestione e per l’allestimento degli spettacoli.

Ma sentiamo il segretario dell’associazione signor Adelfio Romanenghi, di recente sostituito dal signor Silvio Magrin. Gli chiedo di fare un bilancio dopo 30 anni di attività. “Dopo una fase di stanca, culminata tre anni fa con il cambio della direzione artistica, grazie al nuovo maestro si è instaurato un nuovo entusiasmo e l’attività concertistica ha avuto un rilancio più che promettente. Purtroppo siamo sempre più confrontati con l’aumento dei costi e con la diminuzione dei soci contribuenti, attualmente non più di 50. Se, fino a qualche anno fa, gli sponsor, le banche in primis, avevano ancora la manica larga, ora si fatica.

Anche i contribuiti da parte delle istituzioni e dei Comuni sono praticamente finiti. Si prosegue solo grazie all’entusiasmo e all’amore per la bella musica. Mi piace evidenziare il fatto che, siccome non ci sono soldi per offrire la cena, i coristi portano, per il “dopo concerto”, stuzzichini, dolciumi e bevande per un rinfresco”.

In questi primi 30 anni di attività chissà quante soddisfazioni! “Ricordo, già a partire dai primi anni, la partecipazione alle stagioni operistiche di Lugano e di Castelgrande a Bellinzona! Poi arrivò il conseguimento della menzione d’onore al concorso internazionale Jehudi Menhuin di Gstaad. Gratificante il concerto tenuto a Chiasso nel 2007 per la commemorazione del primo agosto. Significativo il concerto tenuto a Milano nella sala del Centro svizzero per conto della Società Svizzera di Milano.

Negli ultimi anni abbiamo avuto la soddisfazione (ma anche l’onere organizzativo e finanziario) di mettere in scena alcune opere complete, con orchestra, costumi e sceneggiature, quali «La Cavalleria Rusticana» a Presenza Sud, e al centro giovani di Balerna «La Traviata» al Cinema Teatro ed al Teatro Excelsior di Chiasso, e «Tosca» sul sagrato della chiesa di Vacallo, proprio davanti alla casa in cui abitò Puccini. Bella esperienza anche i due concerti tenuti a Mendrisio ed a Ponte Tresa in collaborazione con l’Orchestra mandolinistica di Lugano”.

E il ricordo indimenticabile? “Sono almeno tre: il concerto nella parrocchiale di Chiasso in favore dei terremotati di Haiti; il Requiem di Verdi tenuto a Milano nella stessa chiesa di San Marco dove si svolse la prima esecuzione in onore della morte di Alessandro Manzoni e, da ultimo, l’opera «Tosca» a Vacallo con la partecipazione di 40 orchestrali, un centinaio tra interpreti e comparse, per un migliaio di spettatori presenti”.

Parliamo del futuro. “Per il momento navighiamo a vista, improntando la nostra attività sulle richieste che ci vengono fatte. Di particolarmente impegnativo e coinvolgente ci sarebbe l’allestimento dell’opera «Norma» sempre sulla piazza di Vacallo, ma la decisione definitiva spetta al Comune e quindi non è ancora certa”.

1) Mario Cairoli (1923-2004), da giovane si iscrisse alla scuola di musica della locale banda. Nel 1953 ottenne il diploma di direzione, perfezionandolo nel 1955. Dal 1959 direttore della Filarmonica di Mendrisio. Mario Cairoli diresse numerose altre bande (San Pietro di Stabio, Arogno, Bodio, Giubiasco e Balerna). Autore di numerose trascrizioni di brani classici e moderni, nonché di una novantina di opere inedite, nel 1964 fondò e diresse per vent’anni il Coro polifonico Benedetto Marcello, mentre nel 1985, su invito del mo. Bruno Amaducci, costituì il Coro operistico di Mendrisio.

2) Bruno Amaducci (1925) studiò a Milano e a Parigi, con diplomi in direzione d’orchestra, violino e canto. Dal 1951 direttore d’orchestra alla Radio della Svizzera Italiana, dove dal 1980 al 1988 fu responsabile della programmazione musicale. Direttore e fondatore di diversi eventi, fu direttore ospite di orchestre internazionali, attivo nella direzione operistica in città svizzere ed europee e ospite per varie edizioni dei Bregenzerfestspiele. Molte le incisioni discografiche per importanti etichette internazionali. Numerose le opere dirette al Teatro Kursaal di Lugano; il suo repertorio spaziava dal barocco all’opera contemporanea.

3) Nato a Busto Arsizio nel 1970, compì i propri studi al Conservatorio G. Verdi di Milano, specializzandosi in Direzione Corale e in Prassi Esecutiva. Svolse attività artistica come cantante lirico. Nel 1996 fondò il Coro Civico “Euphonia”, col quale svolse attività concertistica di vario genere, spaziando dal Canto gregoriano al repertorio polifonico rinascimentale sacro e profano, creando anche un Ensemble Orchestrale. Ha poi guidato questo Coro alla scoperta del mondo del Teatro Lirico, affrontando i titoli più importanti del repertorio melodrammatico e portando il gruppo ad esibirsi con costumi e coreografie in notevoli produzioni operistiche. Diventa poi Direttore del Coro Lirico “Calauce” di Calolziocorte e del Coro Lirico della “Corale Arnatese” di Gallarate; dal 2012 dirige il Coro Operistico di Mendrisio.