Locarno e Valli

Anno 40, Nr. 5

Il Festival del Film di Locarno a proiettori spenti...

Fausta Pezzoli Vedova

Sposa bagnata…oh “Pardo(n) bagnato, Pardo fortunato”, recita così un noto adagio con il quale ci permettiamo… di vestire il Festival del Film di Locarno 2014; un detto al quale le cifre ufficiali sulla partecipazione del pubblico hanno reso pieno omaggio. Difatti, nonostante la pioggia che ha bagnato quasi tutti i giorni del Festival, sia la spettacolare platea di Piazza Grande, quanto le varie sale di proiezione hanno, in sostanza, conosciuto il tutto esaurito. A confermarlo le cifre snocciolate nel corso della conferenza stampa conclusiva dal direttore operativo Mario Timbal. “L’affluenza è stata alta con un incremento di pubblico, rispetto al 2013, del 2,4 percento. Le numerose giornate di pioggia non hanno demotivato i festivalieri e la quasi totalità delle proiezioni serali ha avuto luogo in Piazza Grande. Questo ha permesso di mantenere intatta l’esperienza generale offerta, grazie alla grande generosità con cui il pubblico ha seguito la manifestazione. I risultati sono in linea con quanto atteso: durante gli undici giorni hanno partecipato globalmente 166’800 spettatori (3’881 in più rispetto all’anno scorso). Positivo anche il dato sul numero di accreditati, che ha raggiunto quota 4’232 (2013: 4’114) e quello dei giornalisti e fotografi presenti a Locarno: 962 contro i 929 del 2013. In ascesa pure la quantità di professionisti con 1’049 accrediti Industry (2013: 1’013)”.

Cerimonie in Piazza Grande
Come tradizione vuole gli appuntamenti più importanti del Festival si svolgono nell’anfiteatro a cielo aperto di Piazza Grande, orgoglio della manifestazione che la rende speciale e unica al mondo. Circa 8’500 spettatori hanno gremito la piazza per assistere alla “prima”, mercoledì sera 6 agosto. “Questo Festival piace – ha esordito il presidente Marco Solari – la gente ha capito la sincerità delle nostre intenzioni e delle nostre scelte; agire che ci ha guadagnato il sostegno morale delle più alte autorità politiche del Paese. Non possiamo rinunciare alla libertà artistica”, ha aggiunto, condividendo l’asserzione con il direttore artistico Carlo Chatrian: “anche se qualche volta ci sono delle discussioni. Siamo il Paese democratico più vecchio al mondo e la libertà di selezione dei film e degli invitati resta la nostra priorità”. In cinquemila hanno seguito dal vivo la cerimonia di chiusura con la consegna dei premi ai vincitori. L’edizione 2014, la seconda sotto la direzione artistica firmata Chatrian, è stata un successo ed è stata coronata con il Pardo d’oro al film Mula sa Kung Ano ang Noon (From What Is Before) di Lav Diaz. 

“Il Festival del film di Locarno ha dimostrato anche quest’anno di proseguire la sua crescita e la sua affermazione nel panorama dei maggiori festival cinematografici internazionali. Sarà comunque necessaria un’approfondita riflessione sulle future strategie di sviluppo”. Con queste parole il presidente Marco Solari ha chiuso ufficialmente la 67a edizione. Gli ha fatto eco Carlo Chatrian: “sono stati undici giorni di emozioni, tra grandi ospiti e film che hanno saputo raccontare il mondo e l’uomo che lo abita. Anche questa edizione, nonostante un tempo non sempre clemente, è stata salutata da un pubblico in crescita e da incontri che hanno prolungato il piacere delle visioni. Saluto e ringrazio i registi, gli attori e i testimoni che hanno fatto di Locarno un vero crocevia di idee e di esperienze”.

Palmares 2014
Detto del Pardo d’oro conquistato da Lav Diaz nella classifica regina, citiamo di seguito i primi posti, con l’assegnazione del pardo (o pardino) d’oro nelle varie categorie in concorso: Cineasti del presente, al film Navajazo di Ricardo Silva; Opera Prima a Songs From The North di Soon-mi Yoo; Pardi di domani: Concorso internazionale, oro aggiudicato a Pia Borg ed Edward Lawrenson per il cortometraggio Abendoned Goods; Concorso nazionale al cortometraggio svizzero Totems di Sarah Arnold e infine il responso dei frequentatori della piazza che hanno individuato opere più meritevoli, nell’ambito del Prix du Public UBS, il film Schweizer Helden di Peter Luisi (Svizzera) e il film di Jean-Pierre Améris (Francia), Marie Heurtin per la sezione Variety Piazza Grande Award. Non rientrava fra le classifiche in concorso ma non possiamo dimenticarci del grande successo ottenuto dalla proiezione in anteprima, il giorno dell’apertura del Festival, di Tempi Moderni di Charlie Chaplin, musicato dal vivo dall’Orchestra della Svizzera italiana.

Vado al Festival perché…
Perché negli undici giorni del Pardo la città di Locarno cambia volto, perché in questo lasso di tempo “giro il mondo” stando comodamente (o quasi) seduta sulle sedie delle varie sale; perché è appassionante il fatto di respirare aria internazionale fra registi, attori e ospiti di fama mondiale che in quelle giornate ti capita di incontrare sulle rive del Verbano. Anche solo osservare il pubblico degli appassionati festivalieri è già di per sé un evento non privo d’interesse. Una massa in continuo movimento dalla quale spiccano individualità, passioni e comportamenti disparati. Chi, sacco in spalla, panino, bibita e programma in mano, corre da una sala all’altra cercando di vedersi più film possibile. Chi arriva sempre in ritardo e parte a metà film, chi cerca di scegliere fra le molte opportunità sfogliando il voluminoso catalogo dal quale fuoriescono diversi foglietti testimoni di un lavoro di ricerca impegnato. Anche l’accesso alle sale ha un certo qual… fascino. A cominciare dalla coda, a volte piuttosto lunga che richiede pazienza e poi, quando finalmente arrivi sulla soglia dell’entrata, sentirti dire dal ragazzo o ragazza dello staff (un “pardino” anche alla loro gentilezza) “non c’è più posto”. E allora via di corsa verso un’altra sala, oppure decidi di restare, qualcuno, resosi conto di non aver azzeccato il film desiderato lascerà libera la sedia. Spesso funziona. Appuntamento in Piazza Grande per la 68.esima edizione che si terrà dal 5 al 15 agosto 2015.

 

Foto: Festival del film di Locarno