Salute

Anno 40, Nr. 3

Le zecche e le punture

di Gian Paolo Lavelli

Le zecche sono fatte così
(Ixodes ricinus. Istituto Zoologico dell’Università di Neuchâtel)

La zecca appartiene all’ordine degli Araneidi con otto gambe. Nell’Europa centrale si trova soprattutto la zecca comune del cane. Siccome la vita di questi acari dipende da un’elevata umidità dell’aria, questi si trovano nei boschi ricchi di boscaglie e cespugli in tutta la Svizzera al di sotto dei 1200 metri sopra il livello del mare.
Dopo il letargo invernale nella terra, le zecche cominciano la loro attività in primavera (aprile/maggio) e restano attive fino al tardo autunno (ottobre/novembre). Questi acari ed i loro stadi di sviluppo – larve e ninfe – posseggono degli organi sensoriali molto sensibili, con i quali sono in grado di percepire l’avvicinarsi di persone o animali. Di preferenza si postano lungo i sentieri, accanto ai passi di selvaggina o in vicinanze di nidi d’uccelli o di topi e di grotte abitate da animali. Risiedono su piante e cespugli fino a circa 2 metri sopra il terreno e vengono tolte involontariamente da persone o animali che passano accanto. Si arrampicano sui vestiti o sul pelo, finché trovano un posto ideale per pungere. Tra l’altro la puntura è quasi impercettibile. Il succhiare del sangue dura delle ore o anche più di un giorno. Le zecche rigonfie di sangue tolgono il loro dispositivo per pungere e si lasciano di nuovo cadere. Per evitare la coagulazione del sangue durante l’atto del succhiare, le zecche iniettano la loro saliva prima di compiere tale operazione. In tal modo avviene probabilmente la trasmissione di agenti patogeni.

La puntura è innocua?

La puntura di zecca non sempre è innocua. La maggior parte delle loro punture rimane fortunatamente senza conseguenze. Tuttavia bisogna badare a due possibili malattie trasmesse tramite le punzecchiature. Nell’Europa centrale questi insetti trasmettono soprattutto due malattie: la cosiddetta “meningoencefalite d’inizio estate” (1), un’infezione delle meningi, del cervello, del midollo spinale causata da un virus, e d’altro canto la cosiddetta “borreliosi di Lyme” (2), causata da batteri, con alterazioni della cute, problemi delle articolazioni, disturbi cardiaci o malattie del sistema nervoso.

I due casi d’infezione

Nei due casi sopra descritti, in particolare il numero (1) questo decorre tipicamente in due fasi. Da pochi giorni fino ad alcune settimane dopo una puntura di zecca, appaiono dei disturbi come nel caso di un’influenza: mal di testa, dolori alle membra, febbre, debolezza. Dopo poco tempo questi sintomi scompaiono, ma attenzione, perché in una parte molto ristretta delle persone infette (il 5%), i virus affliggono anche dopo circa una settimana il sistema nervoso centrale anche se la malattia può manifestarsi solo brevemente con febbre e mal di testa. I decessi sono rari. In persone anziane la malattia ha spesso un decorso più grave che in persone giovani. Nel caso numero (2), dal 5 al 30% di questi acari sono portatrici di batteri. All’incirca una puntura di una zecca contaminata con delle borrelie su dieci, provoca una trasmissione all’uomo. Solo all’incirca una persona su tre così infetta, si ammala. Da ciò si deduce che dopo una puntura occasionale di zecca il rischio di ammalarsi è al massimo di 1:100.

Le semplici protezioni

I vestiti proteggono dalle punture dei nostri acari! Se si portano delle calze sopra i pantaloni, le zecche si arrampicano sulla superficie esterna dei vestiti verso l’alto e spesso potranno essere identificate e tolte prima che raggiungano un posto per pungere. Le sostanze contro gli insetti e gli acari (spray antizanzare ecc.) applicate sulla pelle o sui vestiti sono anche efficaci contro le zecche. Inoltre gli insetti che stanno succhiando il sangue si tolgono come segue: afferrare la zecca con una pinzetta o con le unghie il più vicino possibile alla pelle ed estrarla in direzione perpendicolare alla superficie della pelle scuotendola leggermente. In seguito disinfettare la pelle. Se l’asportazione completa della zecca non riesce, il medico può togliere il resto. Attenzione anche ai metodi conosciuti in passato per togliere le zecche (olio, etere, colla, girare in senso orario o antiorario), oggi non sono più raccomandati, poiché probabilmente possono aumentare il rischio d’infezione.

Fonte: Pfizer S.p.A., Zurigo