Scuole e salute

Anno 40 - N.1

L'antico ospedale di Lugano

di Laura Patocchi-Zweifel

L’ospedale di S. Maria e gli Umiliati

Fin dal VI secolo Lugano fu un borgo fortificato di una certa importanza su cui il vescovo di Como esercitava ampi poteri giurisdizionali. Nel corso del XII secolo, con la rinascita delle città e l’insorgere del grande movimento delle autonomie comunali in opposizione al sistema feudale, anche Lugano tentò di evolvere come organismo autonomo per dapprima ritardare e poi ridurre la sua dipendenza dall’autorità vescovile comasca. Questa nuova realtà politica era venuta a crearsi dall’affermazione sociale di nuovi ceti borghesi di mercanti, artigiani, notai, medici che diedero impulso al rifiorire della vita artistica, culturale, politica ed economica e alla nascita di pie istituzioni benefiche con particolare attenzione verso i poveri e i bisognosi. I traffici transalpini assunsero un’importanza sempre maggiore e, dopo l’apertura del passo del San Gottardo, sulle vie di transito dei valichi crebbe notevolmente il flusso di mercanti, convogli di muli e carri, viandanti, guerrieri e pellegrini.

Lugano non si trovava sull’arteria dei traffici delle merci che dal Monte Ceneri seguiva la Val Carvina, la Val d’Agno e attraverso Ponte Tresa, il Marchirolo, la Val Ganna, Varese, portava a Como o a Milano. Tuttavia la via di Lugano ebbe una certa importanza commerciale ed era la prediletta dei pellegrini romei che viaggiavano senza bagagli e la sceglievano perché più breve, comoda e nel borgo vi trovavano accoglienza. Andavano e venivano a piedi indossando la schiavina e il sanrocchino (lunga veste di panno pesante e mantello corto di tela incerata o di cuoio), portando una bisaccia a tracolla e il bordone (bastone lungo e robusto con manico ricurvo). A Lugano questi pellegrini bisognosi di cure e di ristoro trovavano ospitalità all’Ospedale di S. Maria, un’istituzione caritativa e assistenziale per poveri e infermi gestita dal movimento religioso degli Umiliati.

Fin dal 1208 è documentata l’esistenza dell’ospedale in alcuni atti di donazione di ricchi possidenti comaschi. Nella pergamena più antica il benefattore Rodolfo Brocco di Vico (Borgo Vico presso Como) cede nelle mani di Fedele Brocco la decima su alcune terre del monastero di Sant’Abbondio situate ad Agnuzzo, a nome dell’ospedale di S. Maria di Lugano. Un legato del 1222 attesta che Bertaro Lambertenghi, pure di Vico, dona tutta la sua parte di decima di Pregassona alla chiesa e ospedale di Santa Maria di Lugano. L’origine laica dell’Ospedale dei poveri s’inserisce nelle opere nate dal pio fervore del movimento degli Umiliati che si diffuse dalla Lombardia. Gli Umiliati sorti come movimento laicale si articolarono in unità a sé stanti, in tre ordini o tre membra comprendente chierici (I° ordine, canonicale), laici e laiche non coniugati con status di religiosi (II° ordine, vita comunitaria) e laici coniugati (III° ordine, vivevano in casa propria).

Queste comunità fondarono diversi ospizi di assistenza ai poveri, infermi e viandanti lungo le vie dei traffici transalpini e diedero grande impulso a diverse attività artigianali e commerciali specializzandosi in particolare nella manifattura di un panno grezzo di lana che venne chiamato con il loro nome. Fin dal Duecento la custodia dell’ospedale di Lugano era passata alla comunità monastica di fratelli e sorelle del II° ordine con a capo un ministro e una superiora e già verso la fine del secolo successivo nel monastero dell’ospedale rimanevano soltanto due o tre fratelli e altrettante sorelle. Malgrado i facoltosi lasciti l’ospedale si trovò ben presto in difficoltà economiche forse a causa di prestiti e acquisti vari. Nel 1395 il ministro, i frati, le suore e i poveri della casa inviarono una supplica al duca di Milano per farsi esentare dal dazio sul la imbottitura del vino, da quello del molino e dalle taglie imposte al clero poiché l’ospedale doveva far fronte a ingenti spese per accogliere ogni notte circa 20 tra poveri e pellegrini provenienti da Como e diretti oltralpe.

Il passaggio all’amministrazione comunale Nel secondo Quattrocento, in seguito a disagi e vertenze per cattiva gestione, le comunità vennero progressivamente escluse e l’ospedale passò al Comune di Lugano. Nel corso del secolo, con l’affermarsi dei Comuni, quasi ovunque le autorità civili sostituirono quelle religiose nella conduzione degli istituti. Le comunità religiose erano decadute, amministravano male le case e offendevano la moralità dando scandalo, mentre nel progressivo evolversi di una nuova concezione di governo si affermava sempre più la convinzione del ruolo preponderante delle autorità civili. Inoltre sorgono i primi centri ospedalieri con efficaci strutture organizzate sotto l’aspetto giuridico-amministrativo, con regole per le funzioni e comportamenti degli amministratori ospedalieri, sotto l’aspetto etico- economico, con una riforma sostanziale dell’assistenza, trasformata da religiosa a laica, meno formale e più realistica, sotto l’aspetto sanitario e sociale in quanto procede alla riorganizzazione delle strutture assistenziali.

Nel 1479 il Consiglio Generale del Borgo di Lugano, oltre a quattro suoi deputati rappresentanti delle antiche contrade di Nassa, Cioccaro, Verla, Canova per l’amministrazione dell’Ospedale di S. Maria, nominò un ministro laico e un secolo dopo si costituì il Consiglio dei XXXVI. Si era pure fondata un’unità amministrativa autonoma denominata la Congregazione del Venerando Hospitale di S. Maria, una congregazione civile che soprintendeva all’intera organizzazione dell’ospedale, dalla gestione dei beni, terreni e patrimoni di sua proprietà, all’attività medica e assistenziale interna e esterna. La Congregazione conferiva per contratto le cariche ai deputati, ministro (economo), cancelliere, caneparo (tesoriere), cappellano, sacrestano, medici fisici, chirurghi dell’istituto ospedaliero. I conti venivano visionati sia dall’autorità ecclesiastica di Como che da quella statuale dei Cantoni svizzeri nell’epoca dei baliaggi attraverso il Capitano Reggente; se da un lato permanevano le attività caritative di una società religiosa dall’altro emergeva la forte componente laica della società civile.

Numerosi furono i lasciti e i benefattori che con le loro opere, donazioni e concessioni, consentirono all’Ospedale di adempiere pienamente alle sue funzioni assistenziali nel tempo. I benefattori dell’Ospedale dal 1208 al 1945 ca. sono più di 250 – nell’elenco ritroviamo oltre alle più importanti famiglie o personalità del Luganese anche degli stranieri. Il profondo sentimento di solidarietà delle comunità ospedaliere si esprimeva in una piena disponibilità verso il prossimo, bisognosi, malati, poveri, pellegrini ma anche madri, figli illegittimi e trovatelli. L’ospedale accoglieva i neonati esposti, li dava a balia e venivano allevati mediante un regolare contratto. La famiglia che li adottava attribuiva loro il nome. Se invece i figli dell’Ospedale non venivano adottati, assumevano il cognome di Casagrande (figli della Cà granda). Nel caso delle adozioni il contratto era firmato tra il Municipio di Lugano, l’amministratore dell’Ospedale e il capo famiglia che ne assumeva la responsabilità. In compenso il Municipio versava una somma ritenuta necessaria per sostenere la crescita del bambino e dargli un mestiere.

L’ospedale sorgeva nel rione di Canova e si affacciava lungo l’attuale Via della Posta. All’origine doveva essere un sobrio edificio di poche stanze a cui si addossavano le chiese di S. Maria e S. Marta. Nel corso del Settecento venne edificato un nuovo stabilimento più decoroso a due piani con un cortile interno cinto da porticato. L’Ospedale Civico Sul finire dell’Ottocento il centro città si era notevolmente sviluppato intorno al vecchio ospedale – i rumori assordanti del traffico, delle industrie, della scuola non lasciano pace e l’aria diventa irrespirabile. Perciò nel 1892 il Municipio di Lugano presentò all’assemblea comunale la proposta di costruire “il ricovero degli ammalati in un ambiente più riposato e tranquillo”. L’assemblea accolse il messaggio e deliberò di costruire il nuovo edificio nei paraggi della Madonnetta. Il nuovo “Ospedale Civico” – oggi sede dell’USI – venne inaugurato il 28 febbraio 1909, ampliato e rinnovato dal 1938 al 1942. 100 anni fa nel 1914 l’antico glorioso ospedale di Santa Maria venne demolito con le due chiese di S. Maria e S. Marta. La nuova sede dell’attuale Ospedale Regionale di Lugano (EOC) è stata inaugurata nel 1980.

Bibliografia:
AA VV, Lugano e il suo Ospedale, Lugano, 1996.
Bruno Bordoni, Lugano - l’Arciconfraternita della Buona Morte ed Orazione sotto il titolo di Santa Marta e il San Salvatore, Bellinzona-Lugano, 1971.
Virgilio Chiesa, L’Ospedale Civico di Lugano, Bellinzona-Lugano, 1944.